L’opera all’Arena
Da giugno a settembre. Anche dai gradoni di pietra, i più economici, si sente perfettamente: portate un cuscino e arrivate un’ora prima.

Via Roma è pedonale e sbuca su Piazza Bra. Da lì il centro storico si gira interamente a piedi: nessun biglietto del bus, nessun parcheggio da cercare.
La piazza più grande della città, in fondo a Via Roma. Il Liston, il marciapiede in marmo rosa lungo i caffè, è il posto dove i veronesi passeggiano la sera.
Anfiteatro romano del I secolo, ancora in uso. Si visita di giorno, ma vale il biglietto per uno spettacolo: d’estate ospita la stagione lirica, il resto dell’anno concerti.
Il balcone più fotografato d’Italia, in un cortile del Trecento. Andateci presto la mattina: dalle dieci in poi si entra a fatica.
Castello scaligero sul fiume, con il museo riallestito da Carlo Scarpa: uno dei restauri più studiati del Novecento. Il ponte merlato si attraversa gratis.
L’antico foro romano, oggi mercato e salotto. Le facciate affrescate delle case dei Mazzanti si vedono bene solo alzando la testa.
Ottantaquattro metri sopra Piazza delle Erbe, con ascensore fino a metà. È il punto migliore per capire la forma dell’ansa dell’Adige.
Romanico e gotico sovrapposti, con l’Assunta di Tiziano in una cappella laterale. Molto meno affollato dei monumenti di Giulietta.
Il ponte romano ricostruito con le pietre ripescate nel fiume dopo il 1945. Al tramonto è il punto da cui si fotografa la città.
Capolavoro romanico con il portale a formelle di bronzo e il trittico di Mantegna. Vale la camminata lungo il fiume per arrivarci.
Sull’altra riva dell’Adige, scavato nella collina. D’estate ospita l’Estate Teatrale Veronese, con Shakespeare all’aperto.
Giardino all’italiana del Cinquecento, con cipressi secolari e un belvedere in cima. Uno dei pochi posti silenziosi del centro.
La terrazza sopra il Teatro Romano: si sale a piedi per la scalinata o in funicolare. Il panorama migliore sulla città, gratis.
Tempi misurati a passo normale dal portone di Via Roma 29.
Se avete due giorni e volete andare sul sicuro, sono queste. Le prime due si fanno la sera, quando la città cambia colore e si svuota dei pullman.
Da giugno a settembre. Anche dai gradoni di pietra, i più economici, si sente perfettamente: portate un cuscino e arrivate un’ora prima.
Verso le sette, quando la piazza si svuota dei turisti e si riempie di veronesi. Chiedete uno Spritz o un bicchiere di Valpolicella.
Venti minuti di salita, oppure la funicolare da Ponte Pietra. Andateci il primo giorno: capirete subito com’è fatta la città.
Anche senza interesse per l’arte medievale, il museo si visita per come è fatto: percorsi, luci e supporti sono un’opera a sé.
Piazza delle Erbe di prima mattina, poi la spesa in un appartamento con cucina: è il modo più semplice per mangiare bene spendendo poco.
Il lago, le colline del vino e le città d’arte sono a poca distanza: scegliete una meta e tornate in tempo per cena.
Sirmione, Lazise e Peschiera: borghi sul lago, passeggiate sull’acqua e tramonti.
Le colline dell’Amarone e cantine da visitare su prenotazione, con viste lunghe sui vigneti.
Un borgo murato con il castello sulla collina: due ore, vino bianco compreso.
In treno da Porta Nuova: due città d’arte, ognuna in una giornata senza fretta.
Una pedalata tranquilla lungo il fiume, una giornata fino al lago o una salita fra i vigneti: da qui si parte per tutte e tre.
Si prende sul lungadige e si esce dalla città su asfalto e sterrato compatto, sempre lontano dalle auto. Adatta anche ai bambini.
Pianura e qualche saliscendi fino a Peschiera, dove comincia l’anello del lago. Comodo con la e-bike caricata la notte prima.
Salite brevi ma decise fra i vigneti, con ritorno lungo il fiume. L’uscita che consigliamo a chi ha una bici da corsa.
Appartamenti con cucina e camere triple in Via Roma 29, dentro la zona pedonale: quello che avete appena letto comincia fuori dal portone.